Esperienze con gli adulti


Cerchio narrativo con adulti

La narrazione di sè ai tempi del coronavirus

Titolo. VIVERE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS
Periodo: sabato 9 maggio (penultimo sabato di lockdown).
Conduttrici. Pialisa Ardeni, Anna Paola Giordano, Claudia Bellucci
Partecipanti. Donne della parrocchia modenese della Beata Vergine Addolorata (BVA), che da 6 anni partecipano più o meno assiduamente al cerchio narrativo organizzato nel periodo primaverile.
Ambiente. Piattaforma per videoconferenze online. Ogni partecipante è a casa propria. Una luce (candela, lucina o abat-jour) viene accesa all’inizio dell’incontro e spenta alla fine.
Fase preliminare. È stata mandata un’email a tutte le partecipanti con gli obiettivi dell’attività: l’importanza di fare memoria attraverso la narrazione, per dare un senso all’esperienza che stiamo vivendo, in cui ci troviamo spesso disorientati e a volte sofferenti. Favorire inoltre la (ri)costruzione di un senso comunitario e di una vicinanza, risorse che possono essere molto d’aiuto in questo periodo di isolamento forzato. Nel messaggio era anche specificato di raccogliere oggetti, foto, video etc. che potessero essere d’aiuto nella narrazione.
Una settimana prima dell’incontro, è stata fatta una prova tecnica affinché tutte le partecipanti riuscissero ad accedere alla piattaforma online.
Presentazione dei partecipanti. Ciascuna si presenta con il proprio nome e dice la parola che ha rappresentato il suo stato d’animo in questo periodo e perché. Le parole vengono scritte sui petali di una margherita, come memoria.
Lancio del tema. “L’esperienza che abbiamo vissuto attraverso oggetti, foto, video, etc. che sono stati significativi per noi”
Modalità narrativa. Ognuna prende la parola mettendosi il foulard e attivando il microfono quando desidera parlare, togliendosi il foulard e disattivando il microfono alla fine. Al termine dei racconti viene letto un testo per dare il senso generale delle esperienze narrate.
Dono finale. Ciascuna delle partecipanti lascia al gruppo un breve testo da condividere.

 

Lettura finale

Ogni volta che rileggeremo o guarderemo i ricordi che abbiamo raccolto - a breve o a lunga distanza - la nostra mente rielaborerà nuovamente i vissuti, dandogli ogni volta un senso nuovo, in base a come staremo vivendo il nostro presente.
Le parole della quarantenaLa nostra documentazione, insomma, ci farà da strada per non perdere mai il riferimento di ciò che siamo stati e chi siamo, e i propositi che avremo prefissato durante la quarantena saranno un invito costante per mantenere legati passato, presente e futuro.
Infine, tutto ciò che avremo conservato non servirà solo per la nostra memoria personale, ma costituirà anche una ricca fonte per una memoria condivisa, collettiva e tramandata.
Ricordiamoci che quello che stiamo vivendo è un avvenimento di portata mondiale che avrà un forte impatto sulla storia dell’umanità, e noi e le nostre storie ne siamo protagonisti.

 

Allegati:
Testi inviati come dono al gruppo a fine incontro

 

 

Genitori

Titolo. QUELLA VOLTA CHE PENSAVO DI NON FARCELA E INVECE…
Conduttrici. Gruppo di lavoro: Coordinatrice: Lucrezia Chirico; Educatrici: Nazzarena Collesano, Monica Romoli, Elisa Guaitoli e Manuela Damasco. Esperta esterna: Isabella Dapinguente.
Partecipanti. Genitori ed educatrici dei bambini del Nido “E. Giovanardi” (Modena)
Fase preliminare. È stato consegnato ai genitori un invito sotto forma di busta da lettera sulla quale sono stati indicati il giorno, l’orario e una frase estrapolata dalla canzone: “A modo tuo” di Elisa”. Ai genitori è stato chiesto di portare durante la serata un oggetto da casa che rappresentasse un momento particolare della loro vita.
Ambiente. Stanza della sezione primavera del nido. Luci soffuse, sedie in cerchio con al centro un tappeto e dei cuscini. Musica di accoglienza.
Presentazione dei partecipanti. Ognuno ha presentato l'oggetto portato da casa.
Esercizi di movimento. I partecipanti sono stati invitati ad alzarsi e a muoversi accompagnati da musica di sottofondo, all'interno della stanza nella quale erano presenti delle frasi posizionate in modo sparso. Al fermarsi della musica, ognuno ha raccolto la frase più vicina e in modo volontario è stato invitato a leggerla a turno.
Input. Video: sono stati proiettati due video che descrivevano l'atteggiamento dei genitori nei confronti dei figli: uno legato alle paure di vedere i propri figli allontanarsi e intraprendere la loro strada; l'altro legato all'accompagnamento nel loro percorso di crescita guardandoli da lontano con serenità (estratti dal film Disney “Nemo”).
Letture: brano tratto dal romanzo di Baricco “City” sui fiumi (ved. Allegato).
L'ultimo input è stato il video della canzone di Elisa: “A modo tuo”.
Lancio del tema. Quella volta che pensavo di non farcela e invece...
Modalità narrativa. Mentre si pensava al ricordo, i partecipanti erano invitati a colorare un mandala che i bambini avevano scelto al mattino. Narrazione individuale in cerchio. Tra un racconto e l’altro veniva appoggiato al centro il mandala colorato.
Memoria. Al termine ogni mandala è stato appeso ad un ponte di carta che è stato posizionato al centro del cerchio e che i bambini avrebbero ritrovato nei giorni successivi in sezione.

Allegati:
Relazione del lavoro svolto

 

Titolo. QUELLA VOLTA CHE MI SONO SENTITO SPECIALE
Partecipanti. Genitori dell’asilo nido Ludus (Modena), nello specifico le mamme.
Conduttrice. Veruska Cocco, educatrice dell’asilo.
Ambiente. Spazio dell’asilo allestito con cuscini e tappeti, proiettore, albero, luci soffuse, musica.
Preparazione all’incontro. Ad ogni famiglia viene consegnata una lettera per la mamma (di invito, in cui viene chiesto di portare un oggetto che ci rappresenta) e per il papà/altro famigliare (chiedendo che accudisca i figli e non disturbi la mamma durante il tempo dell’incontro).
Presentazione delle partecipanti. A ciascuna viene consegnato un cartoncino a forma di foglia con dentro un seme. A turno ci si presenta: “Mi chiamo...e ho scelto questo oggetto per rappresentarmi perché…”.
Esercizi di movimento e relazione. Ci si sposta nella stanza più ampia e si cammina in ordine sparso (sequenza delle indicazioni: sguardo interno, sguardo esterno di osservazione degli altri e di ciò che mi circonda, saluto con gli occhi, pensando a qualcosa per cui ogni persona che incontro è “speciale”).
Input. Lettura seduti in cerchio della storia della volpe e della rosa del piccolo principe (concetto del rendere l’altro speciale, del prendersi cura). Video “Io sono come un albero”.
Modalità narrativa. Narrazione individuale in cerchio, al centro del quale viene posto un sottovaso con del cotone bagnato. Al termine di ogni racconto chi ha parlato deposita il seme nel cotone dicendo “il cuore della terra batte dentro la mia pancia”.
Memoria dell’esperienza. Ognuna scrive una parola chiave sulla foglia dove prima c’era il seme e la attacca all’albero allestito accanto al cerchio. I semi piantati, una volta germogliati, saranno lo spunto per attività con i bambini.

 

 

 

Narrazione con papà

Titolo. IO E MIO PADRE
Conduttrici. Le insegnanti del Nido d’infanzia La Carovana, Ada Ottonelli e Giulia Canali; Isabella Dapinguente del Gruppo di narrazione orale di Modena.
Partecipanti. Genitori (papà) dei bambini iscritti al Nido d’infanzia La Carovana (Modena). Serata preceduta da un invito specifico scritto e dalla richiesta di portare un oggetto da casa.
Ambiente. Cerchio di sedie in sezione e in palestra. Dormitorio con materiali per la costruzione di un aereo di carta. Canzoni di sottofondo sul tema della paternità (Da adesso in poi – Ligabue; È per te – Jovanotti; T’insegnerò – Povia; Avrei – Baglioni; M’innamoro davvero – Fabio Concato; Everything I do – Bryan Adams;  My father’s eyes - Eric Clapton; Father and son – Cat Stevens).
Materiale per la creazione degli aereiPresentazione dei partecipanti. In cerchio, si propone un gioco per rompere il ghiaccio: un primo papà lancia un aereo di carta verso un altro genitore e pronuncia il suo nome. Se il nome è giusto si scambiano di posto, se è sbagliato rimangono fermi sul posto. Vince chi si è spostato di più.
Presentazione di ognuno con l’oggetto che ha portato da casa.
Input. Lettura del libro “Papà aspetta un bimbo” (di Frédérique Loew, Ed. Settenove, 2013); video (Wonder, il Re Leone, il lonfo); testo di Roberto Saviano; video fatto di foto con canzone in sottofondo; lettura pagina de “La volpe e l’aviatore” (di L. Tortolino e A. Forlati, Kite Ed., 2017)
Lancio del tema. “Quella volta che ho costruito qualcosa con mio padre” e/o “quando mio padre (quindi il nonno del nostro bimbo) mi ha insegnato qualcosa”.
Attività manipolativa. In silenzio, per far riemergere i ricordi, costruzione di un aereo (con sopra scritto il proprio nome).
Modalità narrativa. Quando tutti hanno finito di costruire l’aereo, tornano a sedersi nel cerchio di sedie in palestra, dove al centro è stato posto il lenzuolo azzurro con le nuvole. Lì vengono posati tutti gli aerei. Narrazione individuale: chi vuole raccontare prende il proprio aereo dal centro del cerchio e per far capire agli altri che ha finito lo riposa sul lenzuolo.
Memoria dell’esperienza. Ogni partecipante è invitato a scrivere su un bigliettino le 3 parole che corrispondono ai valori che desidera accompagnino il proprio figlio/a nella vita e a scrivere sopra il nome del bambino/a. Poi con un fil di lana lo attaccano al proprio aereo. Al termine di questa attività attaccano i loro aerei a una struttura in fil di ferro (“mobile”).

 

 

 

Rifugiati richiedenti asilo

Titolo. LA MIA CASA
Progetto. Le radici altrove, dalla narrazione di sé alla narrazione di fiabe: un filo lungo... lungo. (2018, presso la Cooperativa Caleidos).
Conduttori. Clara Vaccari del Gruppo di narrazione orale di Modena, Grazia Vignali, insegnante in pensione.
Partecipanti. Un gruppo rifugiati richiedenti asilo residenti a Mirandola (Modena); le responsabili della Cooperativa Caleidos, Demetrio Sposato, insegnante di italiano dei richiedenti asilo, alcune volontarie di associazioni del territorio.
Ambiente. Cerchio di sedie, materiale per l'attività manipolativa: fogli, matite, pennarelli, cartelloni, carta geografica, adesivi, post-it.
Presentazione dei partecipanti. Mi chiamo... vengo da/sono nato a ... Ognuno dice il proprio nome e dice qualcosa del paese dove è nato, poi attacca un adesivo sulla carta geografica, in corrispondenza del paese di origine.
Esercizi di movimento- relazione. Musica di sottofondo (Mission), i partecipanti si muovono liberamente, quando la musica si ferma, si raggruppano 4 alla volta e si guardano in viso, ognuno dice di nuovo il proprio nome e un saluto (ciao, salve, benvenuto  ....); la musica riprende e di nuovo si forma un gruppo, per alcune volte. A sedere, ognuno scrive su un cartoncino un saluto che ha sentito da altri, ognuno a rotazione legge il saluto sul cartoncino (verranno attaccati intorno alla carta geografica)
Lancio del tema.“Dopo il nome e la città di origine .... la nostra casa”
Attività manuale. Tutti vanno ai tavoli e disegnano la propria casa e quello che ci sta intorno.
Modalità narrativa. Narrazione individuale. La conduttrice stende un telo per terra, depone nel mezzo uno scatolone a forma di casa. Ciascuno, tenendo in mano il proprio disegno, narra: “vi racconto com'è la mia casa, cos'ha intorno...”. Tra una narrazione e l'altra si attacca il disegno alle pareti/tetto dello scatolone, musica di sottofondo.
Memoria dell’esperienza. Ogni partecipante è invitato a scrivere su un post-it come si è sentito durante l’attività e ad attaccarlo a un cartellone.

 

 

 

Volontari del Servizio Sociale e del Servizio Civile

L’incontro è stato parte di un corso che il Servizio Sociale Professionale (SSP) dell’Unione Terre di Castelli (MO) ha organizzato per la formazione dei volontari che collaborano col Servizio Sociale e ai volontari del Servizio Civile, sulle tematiche della relazione d’aiuto e di fiducia, dell'ascolto attivo, dell'empatia e della comunicazione (vedi volantino)

Titolo: L’AIUTO.
Partecipanti: Operatori/trici del servizio Sociale Professionale dell’Unione Terre di Castelli e del Comune di Zocca, volontari che collaborano con i servizi e volontari del Servizio Civile.
Conduttrici: Claudia Bellucci e Maria Piera Morandi, del Gruppo Narrazione Orale di Modena, coadiuvate dalle operatrici del SSP.
Ambiente. Stanza grande della struttura che ospita il SSP a Vignola, allestita con sedie in cerchio, pc e proiettore, tavoli con colori e fogli bristol.
Presentazione. A turno si chiede di dire “Io mi chiamo…e mi piace…perché…”.
Esercizi di movimento e relazione. Durante la marcia turca (Mozart) camminata casuale poi al termine cambio musica (Enya) e formazione coppie spontanee per un gioco di fiducia: camminata a coppie con uno ad occhi chiusi e l’altro che guida.
Input. Video sintesi del cartone animato tratto dal libro “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” (di L. Sepulveda).
Distribuzione di foglietti con aforismi sull’aiuto: ciascuno legge a turno la frase scritta sul proprio foglio e lo conserva.
Lancio del tema. “Quella volta in cui mi sono sentito/a aiutato/a” e qualche minuto di pausa per riflettere e rievocare un ricordo su questo tema, con sottofondo musicale.
Attività creativa. Facendo estrarre da una busta un segnalibro colorato a testa, si formano delle coppie tra chi ha estratto due segnalibri uguali. A ciascuna coppia viene chiesto di mettersi uno di fronte all’altro sui due lati lunghi opposti dei tavoli e di disegnare su un unico cartoncino bristol ciò che il ricordo evoca in loro; arrivati al centro del foglio, dovranno accordarsi per “invadere” un po’ dello spazio dell’altro, per formare un unico disegno.
Modalità narrativa. Narrazione a coppie: le coppie si sistemano nella stanza per raccontarsi a vicenda il proprio ricordo (sono permesse domande per capire meglio il racconto). Successivamente, nel grande gruppo, ognuno narra in prima persona la storia del compagno, anche aiutandosi con il disegno. Alla fine di ogni racconto il narratore ripone in un cesto al centro il foglietto con l’aforisma che ha letto in precedenza.
Memoria dell’esperienza. Si chiede di scrivere sul segnalibro che è stato pescato per formare le coppie una parola che ci ha evocato il racconto del compagno, narrato da ciascuno in prima persona, e poi lo si dona all’altro come memoria della narrazione.

 

 

 

Mamme straniere e operatrici dei servizi sociali

Ricordo di una casaTitolo. IL RICORDO DI UNA CASA
Partecipanti. Mamme straniere seguite dai servizi territoriali per l’inserimento sociale e lavorativo e operatrici dei servizi.
Conduttrici. Maria Piera Morandi, assistente sociale Terre di Castelli, coadiuvata dalle esperte Giuliana Borsari e Claudia Bellucci.
Ambiente. Stanza della casa in cui le mamme convivono con i figli. Tappeti per terra e proiettore.
Preparazione all’incontro. Ad ogni partecipante viene chiesto di portare un oggetto della propria casa.
Presentazione delle partecipanti. Su un cartellone sono scritte varie parole inerenti la casa. Viene chiesto di sceglierne una presentandosi: “La casa è per me…”.
Esercizi di movimento e relazione. Ascolto di un video “la casa” (Endrigo-Moraes) e serpentone per le stanze della casa cantando.
Input. Slides con foto di case di tutto il mondo proiettate.
Lancio del tema. “Quando entravo in quella casa…”.
Attività creativa. Si chiede di ritagliare da riviste delle immagini che ricordano la casa del proprio ricordo, e prendere oggetti (conchiglie, bottoni, tessuti, oggetti vari) per arricchirla.
Modalità narrativa. Narrazione a coppie: le coppie si sistemano negli angoli della casa per raccontarsi a vicenda il proprio ricordo (sono permesse domande per capire meglio il racconto). Successivamente, nel grande gruppo, ognuna narra in prima persona la storia della compagna con in mano il suo oggetto portato da casa. Tra un racconto e l’altro si canta “Ma era bella, bella davvero, in via dei matti numero zero”.
Memoria dell’esperienza. Si attacca sul cartellone con un grande disegno di una casa il materiale scelto e si scrive una frase della storia della compagna.

 

 

Approfondimenti


La valenza educativa della narrazione

Le origini della Narrazione Orale

Ricerca

I temi della narrazione

I tempi e gli spazi

Le regole

 

Galleria Fotografica

Esperienza "L'aiuto" con volotari del Servizio Sociale e del Servizio Civile
Esperienza "L'aiuto" - memoria dell'esperienza
Esperienza "L'aiuto" - memoria dell'esperienza
Esperienza "L'aiuto" - memoria dell'esperienza
Esperienza "L'aiuto" - memoria dell'esperienza
Esperienza "L'aiuto" - memoria dell'esperienza
In cerchio, preparazione alla narrazione
Spezie e odori
Splendida tavola di doni
Gruppo donne straniere Castelnuovo 2014
Percorso sensoriale
Documentazione
Le parole
Cerchio narrativo
I buoni cibi della montagna
Paesaggio di montagna

 

Risorse online

Casa Laboratorio di Cenci - di Franco Lorenzoni.

MEMO - home page del sito web del Multicentro Educativo Modena "Sergio Neri"

Formazione - area dedicata nel portale web di MEMO.

MyMemo - area interattiva che consente di iscriversi a Corsi di formazione di MEMO e scaricare materiali.


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Logo MEMO - Multicentro Educativo "Sergio Neri" Modena