Page 17 - Carta educativa
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Parte Orientativa
qualità della vita per l’essere umano? In quale mondo vogliamo vivere? Quali
sono le cose di valore che autenticano l’esistenza? In che cosa consiste il bene
che tutti cerchiamo? Come distinguere ciò che è buono da ciò che non lo è, ciò
che giusto da ciò che è sbagliato? La caratteristica delle questioni di significato
è di non rendere accessibili risposte certe e verificabili. Per questo possono
essere definite come “irrispondibili”. È proprio ponendo irrispondibili questioni
ontologiche ed etiche che gli esseri umani rispondono alla tensione all’ulteriore.
Come dimostrano molte ricerche antropologiche e di psicologia culturale i
bambini sanno porre questo tipo di domande, sarebbe un grave errore lasciarle
inascoltate. Un buon contesto educativo è quello che prevede spazi per la
coltivazione spirituale della mente. Si pratica il pensare non per produrre cose
che siano mercanteggiabili nel mondo, ma per dare forma alla nostra
consapevole presenza nel mondo, per creare un luogo - la terra del pensare -
dove andare alla ricerca della nostra immateriale ma essenziale consistenza.
EDUCAZIONE ETICA
La dimensione spirituale è fortemente connessa a quella etica. Se infatti, si
identifica come tratto essenziale dell’educazione all’etica il promuovere la
maturazione di criteri che consentano di valutare ciò che è bene fare e ciò che è
bene evitare per qualificare in modo positivo il proprio essere nel mondo, allora
risulta evidente quanto la maturazione di uno sguardo etico presuma un’intensa
educazione spirituale.
Nel tempo attuale è più facile trovare teorie e pratiche che riguardano
l’educazione alla legalità. La legalità si realizza essenzialmente nella capacità di
stare alle regole.
Una comunità ha bisogno di regole, di norme, seguendo le quali si instaura una
forma di ordine. Il rispetto di codici condivisi è alla base di una civiltà. Tocchiamo
con mano ogni giorno atti di violazione continua delle regole che fondano
l’ordine comune e dove si assiste alla negazione del rispetto delle regole si
sperimentano atti di ingiustizia che gravano sui più deboli. Di regole c’è necessità
per evitare forme di violenza e perché chi si trova in condizioni di maggior
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