Page 18 - Carta educativa
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Parte Orientativa
vulnerabilità e debolezza sia protetto da quelle azioni che producono un
incremento di difficoltà del vivere e dell’esistere. Per questo l’educazione alla
legalità è essenziale. Ma pur necessaria, non basta. Questione essenziale è la
promozione del senso di responsabilità, che costituisce la persona come
soggetto coscienziale che pensa a partire da sé. Ridurre l’etica al rispetto delle
regole significa legittimare una forma di deresponsabilizzazione, che riduce
l’essere nel giusto all’essere conforme alla prescrizione che si trova già stabilita.
L’educazione etica si sostanzia nell’offerta di esperienze che consentano di
apprezzare, per poi saper incarnare, modi di esserci quali il rispetto, la generosità,
l’umiltà, la lealtà, il coraggio, l’onestà, ecc. Implica inoltre che si promuova la
capacità di interrogare l’esperienza quando le norme disponibili non sono
sufficienti a mettere ordine nel proprio agire per cercare insieme agli altri di co-
costruire criteri di orientamento adeguati alla problematicità dell’esperienza.
L’educazione etica chiede dunque di preparare a un pensiero che problematizza,
che interroga, che disvela zone d’ombra, che gratta via la ruggine incrostata su
certe credenze e le porta sotto il vento decostruttivo del pensiero critico.
Proprio dell’educazione etica è appassionare alla ricerca della saggezza del
vivere quotidiano. La saggezza è intesa come la capacità di prendere le decisioni
giuste al momento opportuno. Ogni momento della vita chiede decisioni, dalle
più semplici alle più complesse. La possibilità di maturare una forma di giustezza
nel trattare le cose che accadono sembra abbia una forte relazione con la
tensione a cercare il bene. L’educazione etica si realizza nella sua autenticità
quando sta in relazione con questa tensione essenziale dell’essere umano.
È solo sulla base di una meditata educazione etica che prende corpo un’autentica
competenza sociale, intesa come capacità di con-vivere con gli altri, ossia di
costruire partecipativamente il progetto dell’abitare il mondo, uscendo da
un’interpretazione individualistica per collocarsi in una visione collaborativa e
conviviale dell’esperienza. In questa prospettiva diventa urgente recuperare la
virtù della cortesia e gentilezza, che ha la capacità di rendere accogliente un
contesto relazionale.
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