Page 7 - Carta educativa
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Questa motivazione ha spinto a proporre a tutte le coordinatrici e ai coordinatori
             che lavorano nei nidi d’infanzia e nelle scuole dell’infanzia della città una
             formazione  comune  finalizzata  ad  alimentare  il  confronto  attorno  a  valori  e
             pratiche, ma anche visioni generative di prospettive volte al futuro. Convinti da
             sempre che la formazione possa rappresentare essa stessa uno spazio di cura
             quando aiuta a fermare l’attenzione rispetto al fluire incalzante delle urgenze
             quotidiane, il coordinamento pedagogico ha chiesto la consulenza di Luigina
             Mortari per aiutare il gruppo di coordinatrici e coordinatori pedagogici nella loro
             eterogeneità a confrontarsi sui valori profondi che orientano le scelte e l’agire
             educativo, condividendo l’idea che la CURA rappresenti il nucleo centrale attorno
             al quale tentare di rispondere alla sfida che la complessità del nostro mondo ci
             porta nei servizi ogni giorno, a volte come opportunità, a volte come emergenza
             educativa a cui non possiamo sottrarci.


             L’esito inatteso di un percorso che si è andato costruendo man mano nel dialogo
             e nel confronto con la professoressa Mortari è la stesura di una  Carta dei valori
             educativi nella quale possano riconoscersi tutti coloro che lavorano nei servizi
             06 della città, una carta essenziale, come afferma in premessa la stessa
             Mortari, ma al contempo densa perché correlata da testimonianze di pratiche
             concrete e agite che rendono vivide e non banali le esperienze e azioni che si
             sviluppano nei nostri nidi e scuole dell’infanzia.
             C’è un grande bisogno oggi di restituire un senso profondo dell’educare che
             rappresenti insieme orizzonte etico e politico. Troppo spesso, infatti, il discorso
             sull’educazione e la scuola è cannibalizzato da metodi, tecnicismi, mode. In
             questa Carta i valori rappresentano un chiaro orizzonte di riferimento e al
             contempo la narrazione delle pratiche ed esperienze permette, come afferma
             Mortari in una sua precedente pubblicazione, di evitare che il lavoro dell’educare
             resti invisibile, “c’è un sapere del fare scuola che viene agito, ma del quale non
             restano indizi” (Mortari, 2010)¹.
             In questo caso gli indizi ci sono, tanti e plurali. Nelle diverse narrazioni di pratiche
             è possibile rintracciare elementi comuni frutto di un lungo lavoro su cui questa




             ¹ Mortari, L. Dire la pratica. La cultura del fare scuola, Mondadori Milano



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