Esperienze con i ragazzi


Scuola Primaria

Titolo. IL GIORNO DELLA MEMORIA
Conduttrici. Le docenti Benassi Emma, Lanza Roberta e Palladino Rita
Classi. Due classi del II anno, Scuola Primaria “C. Menotti” (Limidi di Soliera), che già dallo scorso anno avevano sperimentato questa pratica.
Ambiente. Il giorno 27 gennaio 2016, i bambini sono entrati nelle rispettive aule, dove hanno trovato l’ambiente predisposto all’attività: aula sgombra, sottofondo musicale (“Auschwitz” dei Nomadi), penombra, lumini accesi, candele profumate e incenso, sedie disposte in cerchio, colori, foglietti preparati dalle insegnanti, scotch di carta e una lanterna cinese.
Input. Letture: alcuni brani tratti da: “Una valle piena di stelle” di Lia Levi; “L’isola in via degli uccelli” di Uri Orlev e “La portinaia Apollonia” di Lia Levi.
Attività. Dopo la lettura, le insegnanti, per far sperimentare il senso della negazione della Libertà, hanno messo un pezzo di scotch di carta sulla bocca dei bambini e li hanno “legati” a coppie. Un solo bambino della coppia ha letto un foglietto con un comando (es: andare alla lavagna e scrivere; fare due giri del cerchio…) da eseguire insieme al proprio compagno, che, essendo ignaro del contenuto, ha dovuto eseguire quanto richiesto in modo costrittivo.
Lancio del tema. Dopo aver “liberato” i bambini, le insegnanti hanno rivelato il titolo della narrazione “Quella volta in cui non mi sono sentito libero di…”. Mentre i bambini pensavano alla storia da raccontare, hanno completato una scheda, disegnando o scrivendo il titolo del proprio racconto.
Modalità narrativa. Narrazione individuale. Ciascun bambino, terminato il suo racconto, si alzava per posizionare in cerchio le schede al centro mentre tutti, contemporaneamente, cantavano un ritornello conosciuto.
Memoria dell’esperienza. A conclusione del cerchio narrativo, entrambe le classi si sono ritrovate in cortile e hanno fatto volare in cielo le due lanterne, a simboleggiare la Libertà.

Ambiente predisposto all'attività

Scheda

Scheda

Volo della lanterna, simbolo di libertà

 

 

 

Titolo.  LA NOTTE
Conduttrice. Bruna Montorsi, insegnante di classe
Classe. III primaria, S. Vito
Ambiente. Aula buia con alcune candele accese.
Presentazione dei partecipanti. In cerchio: canzone rituale di apertura. Ognuno si presenta dicendo “mi chiamo…e mi piace /non mi piace la notte, perché…”
Esercizi di movimento e relazione. Movimento libero, cercando di immaginare di essere una creatura della notte (pipistrelli, gufi, zombi). Al buio, con alcune candele accese nella stanza e con la musica “Una notte sul monte Calvo” di Musorgskij.
Input. Ognuno riceve un biglietto contenente uno stralcio letterario sulla notte e un’immagine. Qualche minuto per la lettura individuale in silenzio, poi a turno si leggono i propri testi. L’ultima lettura è dell’insegnante.
Modalità narrativa. Individuale, seduti in cerchio. Le candele vengono accese e poste al centro prima di ciascun racconto.
Memoria dell’esperienza. Alla fine dei racconti, con la musica di De Gregori “Buonanotte fiorellino” ogni bambino completa un cielo blu con diversi materiali (carte, tessuti, glitter, stelline, brillantini….), per creare la propria notte.

Creazione della propria notte

"Quando è nata Whitny, la mia sorellina più piccola, quella che sembra un biscottino"

"Quella notte passata con mio fratellino Thomas"

 

 

Scuola Secondaria di Primo Grado

Titolo. LA PORTA
Progetto. “La tela di Penelope” quando la narrazione incrocia il mito (a.s. 2017-2018).
Conduttori. Enrico Silvano, insegnante di classe, e Clara Vaccari del Gruppo di narrazione orale di Modena.
Classe. 1^A della Scuola Secondaria di Primo Grado di S. Prospero s/S (Modena).
Ambiente. Cerchio di sedie, un tappeto azzurro per terra nel mezzo, un cartone con una porta disegnata da aprire disposto sul tappeto, tre banchi su cui ci sono delle sagome preparate da noi raffiguranti una porta chiusa, ma che i ragazzi possono aprire tagliandola. La porta verrà colorata e decorata con oggetti sparsi sui banchi (perline, paillettes, bottoni, sassolini, foglie, rametti, nastri, pezzetti di stoffa etc.). Campanellino da mettere nel mezzo del tappeto. Cartoncini quadrati 5/7 cm. di vari colori (messi in un cestino). Semibuio.
Esercizi di movimento e relazione. Camminate musicali e scossa.
Presentazione dei partecipanti. Mi chiamo... e vengo a scuola in... con...da... etc.
Input. Lettura di 4 brevi miti. Aprire la porta: invitare i ragazzi a colorare la sagoma di una porta e poi depositarla sul tappeto.
Lancio del tema.“Quella volta che...la porta si è aperta, non si è aperta, si è aperta e poi si è chiusa, etc.”
Modalità narrativa. Narrazione individuale. Ogni ragazzo, a turno, raccoglie da terra la propria sagoma e narra tenendola in mano. Al termine del racconto la mette di nuovo a terra e suona il campanellino.
Memoria dell’esperienza. Ogni partecipante è invitato a scrivere il titolo che pensa di dare alla propria narrazione su un cartoncino e con il titolo costruire un distico con la rima baciata.

La porta


 

 

 

 

Titolo. IL SAPORE DEL RICORDO. IL RICORDO DEL SAPORE
Conduttrici. Elisa Domenichini, insegnante di classe, coadiuvata dall’esperta Giuliana Borsari
Classe. I media Ferraris (Modena)
Ambiente. Aula scolastica, allestita spostando banchi e sedie.
Esercizi di movimento e relazione (attività con la classe di preparazione dell’incontro). L’insegnante e la conduttrice esterna (che i ragazzi non conoscono e non sanno che sarebbe venuta) inscenano un evento per spiazzare i ragazzi e far crescere la curiosità: la conduttrice nell’ora prima dell’incontro entra in classe e propone ai ragazzi di fare una ricetta di biscottini. In gruppi da 3-4, con attrezzi da cucina ed ingredienti, i ragazzi realizzano biscotti di pasta frolla, decorati con lo zucchero colorato. Per ridurre l’eccitazione dei ragazzi, si conclude con esercizi di rilassamento.
Lancio del tema. “Il vento porta fino a me l’odore intenso di un cibo che conosco. Da dove arriva? Chiudo gli occhi e vi racconto quella volta che…”
Input. Letture: qualche filastrocca da Letizia Cella, Mamma cannibale, la ricetta dell’aeroplano di pastafrolla da Massimo Alfaioli, Nonna Vaniglia, Emme edizioni; racconto della scena in cui Riccioli d’oro va a mangiare la zuppa degli orsi; alcune filastrocche popolari sul tema del mangiare prese da Lella Gandini, Ninnenanne e tiritere, Einaudi.
Modalità narrativa. Narrazione individuale. Al centro della stanza un piatto con un biscotto per ogni ragazzo e un piattino vuoto: chi narra va al centro, prende il piatto e il biscotto, li porta al posto e finita la narrazione se lo mangia.
Memoria dell’esperienza. Disegnare il cibo di cui hanno parlato, colorarlo, scriverci al centro la storia e ritagliarlo. Con i biscotti rimasti preparazione di vaschette per ogni alunno da portare a casa.

 

 

Scuola Secondaria di Secondo Grado

Titolo. SE POTESSI CANCELLARE
Conduttrici. Laura Ascari ed Enrica Biagi, insegnanti di classe
Classe. I superiore, Vignola
Ambiente. Aula scolastica, sulla porta dell’aula sono state scritte delle lettere con il gesso.
Rito d’ingesso. Ogni studente mentre entra nella classe cancella una lettera in gesso sulla porta. A ciascuno viene chiesto di entrare lasciando fuori dalla porta una cosa qualsiasi che indossa: un braccialetto, un orologio ecc.
Esercizi di movimento e relazione. Movimento guidato con sottofondo musicale: camminata sciolta, in avanti e indietro, camminata sui talloni, sulle punte, mimo, spolverarsi reciprocamente, ecc. Si propone un gioco con la voce con una parola che viene via via ridotta (es. “Lavandaie lavanda lava la lllll”). Rilassamento guidato seduti, ad occhi chiusi.
Input e attività creative. Ascolto di brani di letteratura. Viene dato a ciascuno un foglio con uno stralcio di testo dal quale devono cancellare 6 parole a scelta, cinque parole vengono trascritte su dei bigliettini poi legati tipo bandierine ad uno stuzzicadente, ed  infilate in una sezione di tappo di sughero. I sugheri vengono messi in una bacinella a navigare.
Una delle parole viene tenuta e trascritta in grande su un foglio, poi viene ritagliata. Su un altro foglio ne fanno il calco con i pastelli colorati. Avremo quindi la parola ritagliata e il suo negativo su un foglio.  I ragazzi mettono in una busta con il loro nome la parola in negativo, corrisponde a ciò che rimane, mentre sulla parola ritagliata scrivono una frase, la arrotolano e la legano con lo spago. Le buste vengono tenute in mano, e anche i rotolini. Nella bacinella le altre parole navigano ...con dei lumini accesi.
Modalità narrativa. Individuale in cerchio. Al centro c'è un braciere con una candela accesa. A turno ognuno si alza, prende la candela e la porta al suo posto apre la busta e racconta la storia collegata alla parola. Poi riporta la candela nel braciere e brucia la parola con il rotolino. Si canta un canto in cerchio.

 

 


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