Non è stato facile per le insegnanti scuola dell’infanzia e le educatrici dei nidi ripensare il proprio ruolo in un contesto che ha stravolto tutti i punti fermi di una professione basata sulla relazione di prossimità, costruita su gesti di vicinanza: abbracci, cure, sguardi. Lo stesso e forse anche di più si può dire per le cuoche e le collaboratrici scolastiche. Fin da subito è emersa nei gruppi di lavoro l’urgenza di trovare modalità per mantenere viva e costante la relazione con i bambini e le loro famiglie.

Sono stati definiti Legami Educativi a Distanza, il corrispettivo della DAD per lo 0-6, le modalità adottate dal personale dei servizi 0-6 per continuare a svolgere il proprio ruolo educativo nel periodo di sospensione delle attività educative e scolastiche in presenza.

È, infatti, intorno a queste due parole legami ed educazione che si è sviluppata la progettazione pedagogica che ha contrassegnato l’esperienza dei nostri servizi 0-6 in questi mesi.

Per ricostruire e mantenere dei legami il primo passo è stato creare un contesto che desse spazio a queste nuove modalità di relazione a distanza. Sono così stati individuati diversi spazi virtuali come padlet, gruppi facebook chiusi o gruppi whatsapp in modo da costruire un luogo virtuale di identità comune e di scambio.

Alcuni materiali sono poi stati condivisi a livello cittadino attraverso la pagina Facebook istituzionale del Comune di Modena, Mobi 0-6.

Storia co-costruita da bambini e insegnanti in video-chiamata con i burattini realizzati a casa (Scuola dell'Infanzia Simonazzi, sez. 5 anni)

Nessun legame educativo a distanza si sarebbe potuto sviluppare senza attingere ad una forte base costruita su un progetto pedagogico in presenza che sa mettere al centro il dialogo e la relazione con le famiglie, punto di riferimento imprescindibile, soprattutto quando si lavora con questa fascia d'età.

Fermo restando l'importanza di mantenere colloqui a distanza con le famiglie con le quali proseguire uno scambio e un confronto sui bambini, reso ancora più urgente dalla condizione di disagio determinata dal lockdown, la scelta per lo più adottata dal personale è stata quella di proporre contenuti digitali più che incontri diretti con i bambini.

Fanno eccezione alcune proposte rivolte alle sezioni dei 5 anni.

I racconti della Buonanotte a cura di Ivana Carri, insegnante presso lo Spazio Incontro del reparto di Pediatria del Policlinico di Modena

I contenuti costruiti e progettati erano comunque finalizzati a mantenere il legame con il gruppo e la sezione, riproponendo attività e riferimenti che contraddistinguevano la giornata educativa al nido e alla scuola dell'infanzia, le relazioni tra i bambini, il filo delle narrazioni iniziate e mai finite.

Sono state proposte filastrocche mimate, letture di albi illustrati, narrazioni recitate con varie tecniche, come burattini e ombre cinesi, con l'obiettivo di offrire ai bambini la presenza di voci e volti che riproponevano e mantenevano il ricordo di esperienze note e comuni.

I suggerimenti del nido San Paolo per i genitori

L'aspetto educativo che ha rappresentato il filo conduttore delle proposte è stato principalmente quello di provare a portare nelle case il progetto educativo del servizio in modo discreto, non chiedendo ai genitori di sostituirsi al personale educativo, ma provando ad essere accanto a loro, a volte suggerendo modalità, condividendo strategie, in modo che le famiglie stesse si sentissero un po' meno sole.

In questo senso, per certi aspetti, la distanza ha costretto ad esplicitare ancora meglio il progetto educativo del nido o della scuola, non potendo più contare sugli impliciti della presenza quotidiana. 

Video montato con materiale mandato dai genitori su sollecitazioni delle insegnanti che proponevano la realizzazione di percorsi e giochi motori a casa. Questo, come altri materiali prodotti dai servizi, sono stati diffusi tramite Mobi 0-6 con una rubrica dedicata: #acasainmovimento

Sono visibili nei numerosi materiali prodotti e documentati alcuni dei punti chiave che contraddistinguono il progetto pedagogico dei servizi 0-6:

  • il gioco come esperienza fondamentale di relazione, crescita e apprendimento,
  • l'importanza del movimento nello sviluppo del bambino,
  • l'esperienza e il rapporto con la natura,
  • l'autonomia, il fare e sperimentare da soli,
  • la narrazione e l'incontro quotidiano con il libro,
  • l'esplorazione dei gesti, dei segni, dei colori come ambito di espressione e di sviluppo della manualità fine,
  • l'educazione al gusto, ai sapori e ad una sana alimentazione.
Esempio di un video a cura del nido Edison con una serie di consigli per i genitori per accompagnare i bambini nella fase 2

Accanto a queste sollecitazioni di carattere pedagogico-educativo, il personale ha cercato di accompagnare con un linguaggio vicino a quello dei bambini e sempre in dialogo con le famiglie, le varie fasi che hanno distinto questi mesi per permettere anche ai più piccoli di elaborare a loro modo quello che stava accadendo.

Non è stato possibile effettuare una verifica puntuale dell'efficacia dei LEAD, tuttavia quello che abbiamo raccolto empiricamente è stato che il mantenimento di un legame costante seppur a distanza ha permesso di riaccogliere bambini e famiglie nelle attività estive e nei giardini aperti senza bisogno di tempi di riambientamento, ritrovando atteggiamenti di fiducia non compromessi dal prolungato distanziamento.

Orientamenti Ministeriali LEAD

 

La Commissione per il Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita ai sei anni, per supportare gli operatori dei nidi e delle scuole dell’infanzia nell’opera di rinsaldamento delle relazioni educative con i bambini del nido e della scuola dell’infanzia e con i loro genitori durante e dopo la fase emergenziale legata alla pandemia, ha elaborato degli Orientamenti pedagogici sui legami educativi a distanza (LEAD), nei quali propone “un modo diverso per fare nido e scuola dell’infanzia”, dando anche conto delle buone pratiche messe in atto dal personale educativo e docente da marzo in poi.

L’obiettivo del documento è quello di valorizzare il lavoro svolto dai nidi e dalle scuole durante l’emergenza sanitaria, di stimolare consapevolezze professionali a più ampio raggio, di prefigurare un pensiero positivo volto alla riapertura delle strutture educative per i più piccoli.

 

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